François (seconde partie)

Se si ama il proprio dolore esso diviene voluttà. (Donatien Alphonse François de Sade)

Ed eccomi qui, sul pontile, che (dopo l’imprevisto bagno nel porto) esamino sconsolato il bestione d’acciaio incontrovertibilmente corroso. Che fare? Il serbatoio marcio, la dinette demolita, la barca inutilizzabile, i vestiti fradici, l’umore sotto i tacchi. Beh, non è che ci fossero troppe alternative; tanto per cambiare l’unica cosa da fare era cambiarsi (prima cosa), riboccarsi le maniche, aggiustare tutto, e magari approfittare dell’occasione per fare qualcosa di buono per la barca. Ecco l’elenco dei lavori:
1) rappezzare il serbatoio (ovviamente)
2) sostituire le tubazioni di carico e di scarico di tutti i serbatoi (sono le originali installate da François 26 anni fa…)
3) sostituire la rastrelliera delle valvole di controllo dei serbatoi (una orribile schifezza costruita con tubi e connettori da giardinaggio, valvole e fascette metalliche rugginose. Di sicuro non l’ha fatta François, ho troppa stima del suo lavoro)
4) installare una rastrelliera di distribuzione dell’acqua di bordo (François si è proprio dimenticato di farla)
5) installare un filtro inline a carboni attivi per migliorare la qualità dell’acqua a bordo (non sarà certo Perrier, ma…)

Al solito un sacco di lavoro, nelle solite condizioni di spazi microscopici e quasi irraggiungibili, però sono molto contento di averlo potuto fare. D’altra parte con la barca smontata non potevo certo farmi sfuggire l’opportunità di cambiare le tubazioni, speriamo durino quanto quelle vecchie. Ho cercato di realizzare anche tutto il resto nel migliore dei modi e con i migliori materiali, oltre la speranza che duri c’è la consolazione che almeno quelle parti sono facilmente accessibili senza dover smontare mezza barca.

Però, però… è ben vero che tutto è impermanente, che tutto subisce l’onta del tempo, ma vedere un serbatoio in acciaio inox ridotto in questo stato fa alquanto pensare. Il primo pensiero, ovviamente, è: se questo è ridotto così gli altri come saranno? Ed ecco una cosa curiosa: a giudicare dal miglior esame che ho potuto fare, gli altri serbatoi sembrano in buone condizioni (del che faccio i debiti scongiuri). Quindi il secondo pensiero è: perché invece questo serbatoio si è ridotto così male? Cosa è successo?

Dubito lo saprò mai, però ho un sospetto: ecco cosa ho trovato sotto il serbatoio.

E’ possibile che questo (ex)cacciavite finito chissà come e quando nel gavone sotto il serbatoio abbia, in un qualche modo, innescato il processo di corrosione del acciaio? Non lo so. Fatto sta che era li da molto quanto tempo, a giudicare dal fatto che è completamente corroso. Possibile che il contatto tra i due metalli insieme all’umidità, all’inevitabile salino, etc., abbia fatto tutto sto guaio? Piaccia o meno il metallo del cacciavite non c’è più ed i serbatoio si è corroso. Due indizi fanno una prova?

Mah…

Informazioni su penrico

Living in Alghero, Sardinia
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